27.01.2010
Questa è l'acqua
"Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: - Salve, ragazzi. Com'è l'acqua? -. I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa: - Che cavolo è l'acqua?".
Perchè sono timida, davanti a poderose scritture di scrittori tragicamente arresisi, mi fermo. Ci giro attorno e tento l'approccio da un'altra angolazione, dimessa, poco visibile e forse più semplice: i racconti. E di lui... beh, di lui avevo sentito che si odia o si ama. Non è facile seguire la sua penna che conduce, spiazza, smarrisce, ritorna, ostacola, interrompe. O i concetti filosofici, esistenziali, contemporanei, drammatici, ironici, dissacranti. Non è facile, ma niente di ciò che ami lo è.
Ho pianto da qui all'eternità leggendo Solomon Silverfish, ho riso da qui all'eternità con Ordine e fluttuazione a Northampton (il mio cane faceva la stessa cosa [annusare i genitali di qualsiasi essere vivente di sesso femminile, n.d.r.]), ho rimuginato da qui all'eternità sul motivo per il quale la gente che pensa troppo e non sa scegliere a cosa pensare si spara alla testa (ma lui si è impiccato, ha scelto di non parlare?), ho conosciuto persone sul pianeta Trillafon.
Consigliare o regalare Wallace, equivale a riavere il libro scagliato con violenza sulla propria testa alla prima occasione buona, oppure a essere visti in modo diverso da persone che vi credevano ordinari lettori snob. Perciò non lo faccio. Decidete voi se leggerlo. Decidete voi come vederlo. Decidete chi essere. Da queste parti, credo, sentirete ancora parlare di lui.
David Foster Wallace, Questa è l'acqua
Tit. orig.: Solomon Silverfish; Other Math; The Planet Trillaphon As It Stands in Relation to the Bad Thing; Crash of '69; Order and Flux in Northampton; This is Water
Qui su Anobii.
"Se siete automaticamente certi di sapere cosa sia la realtà e chi e che cosa siano davvero importanti - se volete operare in modalità predefinita - allora anche voi, come me, probabilmente trascurerete tutte le eventualità che non siano inutili o fastidiose. Ma se avrete davvero imparato a prestare attenzione, allora saprete che le alternative non mancano. Avrete davvero la facoltà di affrontare una situazione caotica, chiassosa, lenta, iperconsumistica, trovandola non solo significativa ma sacra, incendiata dalla stessa forza che ha acceso le stelle: compassione, amore, l'unità sottesa a tutte le cose. Misticherie non necessariamente vere. L'unica cosa Vera con la V maiuscola è che riuscirete a decidere come cercare di vederla. Questa, a mio avviso, è la libertà che viene dalla vera cultura, dall'aver imparato a non essere disadattati; riuscire a decidere consapevolmente che cosa importa e che cosa no. Riuscire a decidere che cosa venerare... [...] La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararsi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della vera cultura, dove voti e titoli di studio non c'entrano, c'entra solo la consapevolezza pura e semplice: la consapevolezza di ciò che è così reale e essenziale, così nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: "Questa è l'acqua, questa è l'acqua; dietro questi eschimesi c'è molto di più di quello che sembra". Farlo, vivere in modo consapevole, adulto, giorno dopo giorno, è di una difficoltà inimmaginabile. E questo dimostra la verità di un altro cliché: la vostra cultura è realmente il lavoro di una vita, e comincia... adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco."
| Commenti (3) |
Commenti
ogni commento al tuo post sarebbe inutile. Anche in questo mi ci riconosco.
Ire avevo scritto un -intervento- fore inutile e sicuramente ovvvio e banale...Avrò sbagliato a spedirlo .
A lunedì ...
magnifico David Foster Wallace. Voce amica.
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