venerdì, 07 dicembre 2007
La Valle del Caos
"- Si è perso nella Valle del Caos, - disse il sindaco.
- Come me, - disse Fronten. - Anch'io mi sono perso nella Valle del Caos. In questo paese, sindaco, che altro ci resta se non perderci?"
In un villaggio situato sulle montagne svizzere, esiste un centro terapeutico gestito da una non ben identificata Swiss Society for Morality: in estate serve come luogo di riposo per superricchi che, stanchi della loro opulenza, vogliono provare ad essere più poveri dei poveri in modo da guadagnarsi l'entrata nel Regno dei Cieli (è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago... ecc. ecc.); in inverno resta apparentemente chiuso ma in realtà si trasforma in ospedale segreto dove un chirurgo plastico cambia le facce a famosi criminali (finendo poi per dare la stessa a tutti).
Su questo sfondo si muovono strani personaggi (tutti negativi, nessuno che abbia un piccolo lato positivo, perfino la ragazzina che subisce una violenza viene fuori che è una ninfomane): un teologo assassino (ha ucciso le sue tre mogli), un conte che vende quadri autentici spacciandoli per falsi e viceversa, sindaci, politici, banchieri, imprenditori e tre loschi avvocati (Raphael, Raphael & Raphael). Persone che, nello scorrere delle pagine, diventano sempre più inafferrabili, intercambiabili, con identità e punti di vista prima diversi e poi uguali, fino a trovarsi in un labirinto di specchi. Per questo Dürrenmatt chiede al lettore una concentrazione spasmodica, facendolo andare di qui e di là, avanti e indietro, perdendolo, ritrovandolo.
É una satira pungente e amara, con un provocatorio parallelismo tra Dio e il "capo dei capi" mafioso, tra il potere divino e quello criminale (tutti i malviventi portano nomi biblici), trasformando il testo in un trattato teologico sul problema della grazia, del bene e del male.
Un libro strano, a tratti difficile e assurdo. Eppure leggendolo si ha l'impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di grande, a una denuncia, un'intenzione. Così solo alla fine, quando tutti i pezzi si incastrano perfettamente in un crescendo di tensione, si riesce a comprenderlo, ad afferrare l'intento satirico della descrizione di questa piccola e grottesca società che potrebbe essere [sì, lo è] la nostra, fatta di realtà e di riflessi distorti di realtà.
Friedrich Dürrenmatt, La Valle del Caos
Tit. orig.: Durcheinandertal. Roman
Link permanente | Commenti (18) | Tag: recensioni, dürrenmatt, teologia, mafia, ricchezza, povertà
Commenti
mah! deve esserci qualche congiunziona astrale sfavorevole di cui non ci hanno informato oggi...
Scritto da : linko | venerdì, 07 dicembre 2007
Dio non è miope, ma strabico. Vede più angolazioni, ma nessuna bene...Tapenoon
Scritto da : tapenoon | venerdì, 07 dicembre 2007
ciao, buon fine settimana!
alberto
Scritto da : alberto | venerdì, 07 dicembre 2007
Ho sempre più e sempre più angosciosamente la sensazione che ciò che vedo, che sento, abbia una doppia faccia, e che quella virulenta e malefica sia quella reale.
Scritto da : cenrentola | venerdì, 07 dicembre 2007
Caos? Torno ora dal Grande Raccordo Anulare!
P.S. Ammappato? Mai successo, chissà come ci si sente!
Scritto da : Liminare_206 | venerdì, 07 dicembre 2007
Anche il "caos ha il suo Eden"... (ricorderai "La valle dell'eden di Steinbeck) simmetrie tra autori che mi sono tanto care, soprattutto quando rappresentano pagine e autori che apparentemente non sono sovrapponibili, invece.... Pagine in comune che descrivono derive esistenziali, contrasti, risentimenti, scivolati nella loro valle... Dürrenmatt con l'ironia di uno che ha avuto una vita un pò "scravattata", Steinbeck, nato per fare lo scrittore, maestro nel narrare il sociale. Brindiamo quindi all'eden delle loro storie, felicemente "prigionieri delle loro valli" .... ciao!
Scritto da : il parra | domenica, 09 dicembre 2007
le vie del caos? ma noi qui italia siamo pieni di vie del caos ehehehhee buon giorno notturna
Scritto da : ponyboy | lunedì, 10 dicembre 2007
Eh sì... mi pare proprio una metafora della nostra società... caotica e decadente ma apparentemente luccicante (ora come non mai).
un abbraccio, Ire
Daniel
Scritto da : Barbagianni tra i rovi | lunedì, 10 dicembre 2007
Strani parallelismi in questo libro. Cmq, ho portato a termine un'altra traduzione...Provare per credere!
Kart
Scritto da : Karterios | lunedì, 10 dicembre 2007
io ti saluto anche oggi ehehehe
Scritto da : ponyboy | martedì, 11 dicembre 2007
non dirmi che sei così ingenua da credere che in un condominio si applichi la legge!?
;-)
Scritto da : linko | martedì, 11 dicembre 2007
Mica me lo ricordo un periodo così...e sì che la memoria è ancora buona...
Riesco a passare per i saluti solo perchè sto pranzando con un piccolo panino: come forse hai letto, non ho tutta quella fame dopo ieri...
Tutto bene?
Ciao.
Scritto da : Divago | martedì, 11 dicembre 2007
sai, non è per manie di grandezza, come ho detto era per avere un confronto, ma amen, non importa. Ho scritto, scrivo e scriverò per un bisogno viscerale, poi il resto è edera che mi scende dal corpo e dove arriva arriva. Solo che c'erano delle cose che volevo verificare, però la loro assenza mi ha già dato una risposta.
Scritto da : tapenoon | martedì, 11 dicembre 2007
passo per un saluto veloce. (sto leggendo "che tu sia per me il coltello", poi ti dirò le mie impressioni) bacio, ire
Scritto da : amica.fragile | martedì, 11 dicembre 2007
Complimenti per la nuova veste del blog! Come sta il nipotino? Baci!
Scritto da : penny.blue | martedì, 11 dicembre 2007
mumble mumble...interessante!
Scritto da : Ania | giovedì, 13 dicembre 2007
Ho letto quasi tutto di questo autore, ma questo mi è sfuggito... Grazie, Giulia
Scritto da : giulia | venerdì, 14 dicembre 2007
Hello.
:) reflects the couple's low-key approach to their royal connections.
Bye.
Scritto da : Sazycrorync | domenica, 12 ottobre 2008
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