venerdì, 20 novembre 2009

Ho perso il silenzio

Non ho desideri. Non più da quando da piccola non ero riuscita a spegnere le candeline della torta di compleanno dopo averne espresso uno importante. Così, quando un mese fa ho soffiato sulle fiammelle immerse nel cioccolato con mio nipote, non ho pensato a niente: è lui che deve desiderare, sono le sue piccole brame a dover essere esaudite.

Non ho desideri e questo mi spaventa. Ho tutto o nulla, non so, ma non desidero nemmeno qualcosa per la mia famiglia, non più. Non so cosa dire o fare.

Se dovessi scrivere quella lettera, ora, egocentricamente chiederei solo una cosa:

che non mi si spezzi il cuore.

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giovedì, 19 novembre 2009

...

buongiorno.jpg

Niente, me ne sono appropriata...

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mercoledì, 18 novembre 2009

Mentre Alma dorme

"Io a Sarajevo, come Edipo a Tebe, non ero uno straniero."

stiks.jpgNessuno pronuncia correttamente Sarajevo, il nome della città dai minareti ritorti come bastoncini canditi, con poca storia e un'oscura bellezza: l'eco di uno sparo.

Richard Richter, scrittore austriaco cinquantenne reduce da un divorzio, torna a Vienna per ritrovare se stesso. Non può sapere quanto gli cambierà la vita, quanto spietati saranno gli eventi che lo porteranno alla rovina, a dubitare di sé e di chi lo circonda, a perdersi in una città bombardata e negli occhi di una donna lontana mai stata così vicina. Sarà un quaderno blu della madre morta poco dopo la sua nascita a farlo precipitare, a rivelargli che il padre non era l'ufficiale tedesco morto suicida dopo la guerra, ma un ebreo sarajevese, arrestato prima che venisse alla luce. Per lui, per ritrovarlo e per capire chi è davvero, si fa mandare in quella città come corrispondente di guerra: è il 1992 e i bombardamenti non fermano gli abitanti e la cultura che serpeggia e combatte. Un teatro ancora resiste e gli attori mettono in scena Homo Faber di Max Frisch. Tra loro Alma, la ragazza di cui Richard si innamora, nonostante i vent'anni di meno e la diversità di un corpo che non ha ancora varcato la soglia della maturità, un corpo che non dovrebbe essere suo. Cinque giorni nella città sotto assedio, con lei e questa specie di sentimento forte (è amore questo? è amore?) prima di trovare le tracce paterne e capire la crudeltà della storia, prima di fare i bagagli e scappare per sempre, prima di togliersi la vita per il peso insostenibile delle responsabilità: "Stiamo attenti e lontani da alcuni desideri! É l'unica cosa che mi sento ancora di dire. Simili desideri sopportano male la trascuratezza. Proprio nel momento in cui crediamo di averli risolti, loro appaiono in forma di disordinata mescolanza."

Bella la descrizione del clima di guerra, di come sia stata sfruttata da una parte degli intellettuali e di come invece sia stata combattuta e denunciata dall'altra parte. Una piccola tragedia greca attualizzata e resa credibile, con tante citazioni letterarie e temi storici profondi (storici? Eppure era ieri).

Igor Stiks, Mentre Alma dorme

Tit orig.: Elijahova stolica

Qui su Anobii.

"Fammi provare qualcos'altro, oltre a quello che già sto provando in questo momento..."

In quel periodo mi passavano sopra la testa i caccia che partivano da Aviano e Istrana. Il rombo dei motori mi svegliava la notte e di giorno, da sotto in su, guardavo le bombe che portavano. Una volta ho lanciato in aria il mio cuore: è là che l'hanno portato.

Leggevo Frisch, proprio allora.

Destiny is the most powerful coincidence of all...

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lunedì, 16 novembre 2009

Bussole

Le ragazze del mattino hanno gli occhi bistrati di nero, piccole Avril Lavigne dai jeans stretti, Freitag a tracolla e scarpe dai lacci viola. Anche noi lo facevamo, come Brian Molko, che qualche giorno fa a Berlino agli Mtv EMA sembrava ancora un bambino. D'altra parte, sono tornati anche i Simple Minds... quanto tempo è passato da Belfast child?

Gli occhi delle donne sono in cerca d'amore, o velati di stanchezze domestiche dai focolari spenti, avvolte in piumini bordati di pelliccia e guanti di pelle per nascondere le mani.

Quelli maschili impastati di sonno e preoccupazioni, freschi di rasature mal fatte e caldi di letti in disordine.

Quelli dei miei nipoti, azzurro cielo, che si spaventano se accendo l'aspirapolvere, che ridono se a tradimento gli faccio fare le capriole.

Quelli di mia madre che perdono colore.

Vedere è aver visto. Guardare è essere visto.

Chissà se lo vedono, che je suis une femme déboussolée.

Perdio, che ne sarà di me?

...

Avrei due canzoni da mettere, se siete miei coetanei vi copriranno di ricordi. Scegliete voi:

Placebo, Special needs

Smashing Pumpkins, 1979

venerdì, 13 novembre 2009

Nessuno ti dice che ne perderai più di quanti ne salverai

Tempo fa, Ale, vedevi Grey's anatomy prima di me e un giorno mi hai detto che una tesi di Derek era molto vera e dolorosa. Ti avevo chiesto di non dirmela per non rovinarmi la puntata, e ora credo fosse quella di ieri (5.10): quando studi medicina non ti dicono che ne perderai più di quanti ne salverai. Era questa, vero?

Anche nella vita ne perdi più di quanti ne hai. E non riesci mai ad amare abbastanza.

09:37 Scritto in vita che si dondola, rimbomba e riverbera | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | Tag: grey's anatomy, vita |

giovedì, 12 novembre 2009

Ho tutto

Quanto dura l'attimo? Una felicità.

Le mie mura abbracciano, i gabbiani accarezzano.

Ogni volta è diverso: il tempo delle parole, quello dei dubbi, e poi tutto scompare.

Questo mondo dona lo spazio di un luogo: l'avresti mai detto che sarebbe stato proprio qui? L'avresti mai detto che sarebbe stato ora?

Dovrei scrivere una lettera a Babbo Natale, ma non so cosa chiedere.

Ho già tutto, se non ho niente.

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09:24 Scritto in vita vissuta all'indietro, in avanti e in obliquo | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: vita |

martedì, 10 novembre 2009

Sonni

"Nella mia coscienza ci sono vestigia. Pesa in me il sonno anche se non mi pesa l'incoscienza... Non esisto. Il vento... Mi sveglio e mi addormento di nuovo. Non ho ancora dormito. C'è un paesaggio dal suono alto e torvo oltre il quale mi disconosco. Assaporo in segreto la possibilità di dormire. In effetti dormo, ma non so se dormo. In ciò che noi pensiamo consista il rumore c'è sempre rumore da momento finale, il vento nell'oscurità e, se io ascolto ancora, il rumore dei polmoni e del cuore.

[...]

Ho attraversato un sonno dell'intelletto grazie al quale la mia vita è stata la vita di un altro. Ho avuto frequentemente una sensazione di felicità traslata. Non sono esistito, sono stato un altro, ho vissuto senza pensare. Oggi, all'improvviso, sono tornato a ciò che sono o sogno di essere. É stato un momento di grande stanchezza, dopo un lavoro senza particolare importanza. Ho poggiato la testa contro le mie mani, con i gomiti appoggiati all'alto tavolo inclinato. E, ad occhi chiusi, mi sono ritrovato."

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares

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lunedì, 09 novembre 2009

...

"Ma tu non resisterai. Oh signorina bruna - credimi, tu non conosci la vita."

"Si accostò allo sportello dei biglietti. Per la prima volta, era costretta a rivelare quel che aveva intenzione di fare.

- Giardino zoologico [stazione di Berlino Ovest ndr], disse. Un piccolo biglietto giallo le venne sospinto con indifferenza. - Venti, - disse la donna dietro la lastra di vetro.

- E volendo... ritornare? - chiese Rita timidamente.

- Allora quaranta, - disse la donna, riprese il biglietto e gliene sospinse un altro dallo sportello.

In questo, dunque, si distingueva da tutte le altre del mondo questa città: che per quaranta pfennig teneva in mano due vite diverse." 

Christa Wolf, Il cielo diviso

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giovedì, 05 novembre 2009

Se una donna ti ama

Se una donna ti ama, prendi il suo amore, per quello che puoi, per quello che ti dà, e non fare domande nè ipotesi, non dare colpe nè responsabilità. Se lei non chiede, tu non dare niente di più di ciò che vorresti. E lei non chiede. Se una donna ti ama, al di là di ciò che provi tu, siine felice. Sii felice. Al cuore non chiedere se non vuoi sentire risposte. E non parlare se lei non vuole sapere.

É arrivata la neve, e tu hai la febbre, anche se il termometro non lo sa.

 

Pearl Jam, Just Breathe

I wonder everyday
as I look upon your face
Everything you gave
And nothing you would take
Nothing you would take,
Everything you gave.

Stay with me...
Let’s just breathe.

respira con me

09:17 Scritto in vita che si dondola, rimbomba e riverbera | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | Tag: vita, pearl jam |

mercoledì, 04 novembre 2009

Ho un giardino pieno di scoiattoli

La mia vita è una trappola. É una borsa di feltro che tiene al caldo tutte le mie cose. É una cioccolata calda con la panna sul piattino. É la babele del Naschmarkt.

É un giardino pieno di scoiattoli.

scoiattolo.jpg

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